Lo smaltimento dei rifiuti: come avviene?

19 Giu 2020

Lo smaltimento dei rifiuti: come avviene?

Lo smaltimento dei rifiuti, mai come oggi, è diventato uno dei più gravi problemi da risolvere sia per la tutela dell’ambiente sia per lo spreco di nuovi materiali.

Una “società dei consumi” come quella in cui viviamo è certamente difficile da gestire e arginare, i rifiuti prodotti sono sempre di più, l’inquinamento dal loro smaltimento è sempre più elevato; le energie necessarie per tutelare l’ambiente e pulirlo sono sempre in crescita. Il circolo è vizioso: più consumiamo più facciamo rifiuti, più facciamo rifiuti più grande sarà lo sforzo per smaltirli, più smaltiamo più inquiniamo, più inquiniamo più l’ambiente ne risente.
Possibile uscirne?
Forse sì, ma le modalità con cui deveno essere gestiti i rifiuti è molto importante.

Inoltre i rifiuti che produciamo possono essere di diversi tipi e vengono classificati in maniera diversa: urbani, speciali e ingombranti. Esistono poi anche i rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.
Oltre ad esistere diverse tipologie di rifiuto esistono anche diverse modalità di smaltimento. I rifiuti possono essere infatti smaltiti nelle discariche, bruciati negli inceneritori o “termovalorizzatori“, trattati nei compostaggi o in altri impianti specializzati oppure riciclati per essere nuovamente utilizzati. Per molti anni lo smaltimento dei rifiuti è stato fatto soprattutto nelle discariche perché rappresentano il sistema di smaltimento più economico.

Insomma, il tema è molto vasto e necessita di alcune precisazioni e puntualizzazioni, utili a fare chiarezza e imparare a smaltire i rifiuti.

Iniziamo con il capire le varie tipologie di rifiuto che produciamo.
 


Lo smaltimento dei rifiuti dipende dalla loro classificazione

Prima di parlare di smaltimento dei rifiuti, bisogna capirne la classificazione perchè in base a questa sono destinati ad un piattafrome differenti.
Facciamo però un passo indietro, cosa sono effettivamente i rifiuti? Non sono altro che sostanze, o oggetti, che derivano dalle nostre attività e di cui vogliamo (o dobbiamo disfarci). Queste possono derivare sia da azioni umani ma anche da cicli naturali e generalmente devono sempre smaltite secondo le leggi vigenti. Da questa necessità di smaltimento e dall’origine del rifiuto stesso derivano sia la loro classificazione (art. 184, comma1 del D.Lgs. n. 152/2006) sia la modalità con cui devono essere smaltiti.

I rifiuti vengono quindi classificati in:
•    rifiuti urbani e rifiuti speciali, secondo l’origine
•    rifiuti pericolosi e non pericolosi, secondo le caratteristiche  di pericolosità

Andiamo a vedere nel dettaglio ogni tipologia

Rifiuti urbani
 

rifiuti urbani sono i rifiuti prodotti nelle nostre abitazioni, rifiuti quindi domestici che derivano dalla gestione quotidiana di ambienti civili e/o privati, che vengono gestiti dalla pubblica amministrazione sulla base di contributi fiscali.

Per chiarire ogni dubbio, citiamo direttamente la definizione di rifiuti urbani così come sono descritti all’ art. 184, comma 2 del D.Lgs 152/2006:

  1. rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti a civile abitazione;
  2. rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui al punto 1), assimilati ai rifiuti urbani per quantità e qualità; l’assimilazione è disposta dal Comune in base a criteri fissati in sede statale;
  3. i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;
  4. i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacente sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua;
  5. i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali; 
  6. rifiuti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui al punto 2),3)e 5).


Rifiuti speciali
 

I rifiuti speciali non sono altro che i materiali di scarto prodotti da aziende e industrie, e vengono gestiti da aziende private specializzate in questo tipo di smaltimento. Bisogna però ricordare che fanno parte di questa tipologia di rifiuti anche quelli derivati da azioni e usi domestici.
Sono quindi considerati “speciali” i rifiuti derivati da:

  • lavorazione industriale,
  • attività commerciali
  • i veicoli obsoleti,
  • toner e stampanti (anche di uso domestico),
  • farmaci scaduti,
  • vecchi elettrodomestici,
  • pile esaurite,
  • olio usato per la frittura,
  • la batteria della nostra auto,
  • vecchi pc.


I rifiuti speciali vengono gestiti attraverso tecniche e procedure differenti dai rifiuti urbani per evitare, e scongiurare, il rilascio di materiali pericolosi per l’ambiente in fase di raccolta e di smaltimento.
Gli impianti adibiti al trattamento di questo tipo di rifiuti devono rispondere a requisiti e standard stabiliti dalla legge per poter procedere nel pieno rispetto dell’ambiente.

La differenza tra i due tipi di rifiuti non dipende dalle caratteristiche fisiche o chimiche, bensì dalla loro provenienza, se provengono quindi da un’abitazione o da uno stabilimento produttivo. 

Noi di Ecology siamo specializzati nel trasporto di queste due tipologie di rifiuti che conferiamo direttamente nei siti adibiti allo smaltimento, servizio svolto sia per privati sia per la Pubblica Amministrazione.
 

Rifiuti pericolosi

I rifiuti pericolosi sono quei rifiuti che per essere smaltiti hanno bisogno di procedure di raccolta e di smaltimento particolari. I rifiuti pericolosi si hanno sia tra quelli urbani sia tra quelli speciali.

Vediamo nel dettaglio…

I rifiuti urbani pericolosi (RUP)

I rifiuti urbani pericolosi sono costituiti da quei rifiuti che, pur avendo un’origine domestica , contengono sostanze pericolose e che quindi devono essere gestiti diversamente dal flusso dei rifiuti urbani diciamo “normali”. Tra i RUP troviamo:

  • medicinali scaduti
  • pile
  • batterie di auto

Rifiuti speciali pericolosi

I rifiuti speciali pericolosi sono quei rifiuti, generati dalle attività produttive, che contengono un’elevata dose di sostanze inquinanti. Per questo motivo non solo devono essere smaltiti in maniera particolare ma occorre prima di tutto renderli innocui, riducendone quindi la pericolosità.

 I rifiuti speciali pericolosi sono quelli che derivano da:

  • raffinazione del petrolio
  • processi chimici
  • industria fotografica
  • industria metallurgica
  • produzione conciaria e tessile
  • impianti di trattamento dei rifiuti
  • ricerca medica e veterinaria

Sono rifiuti speciali pericolosi che necessitano di particolare attenzione anche:

  • oli esauriti
  • solventi
     

Come avviene lo smaltimento dei rifiuti?

Una volta riconosciuti e classificati i rifiuti è possibile capire come, e dove, devono essere smaltiti i rifiuti.
I cinque sesti dell’immondizia raccolta in Italia finisce ancora nelle discariche a cielo aperto che non sempre sono la scelta più corretta per smaltire i rifiuti, ma spesso è quella più economica ( ahi noi!). La notizia positiva è che a differenza di qualche anno fa le discariche sono ormai impianti controllati ed efficienti, dotati di:

  • sistemi di impermeabilizzazione che proteggono il suolo e le falde acquifere
  • sistemi di recupero dei gas prodotti dalla frammentazione dei rifiuti stessi

Nonostante ciò, la destinazione dei rifiuti in discarica è la soluzione peggiore perché rappresenta un grande spreco di energia, grossi spazi vengono occupati da montagne di immondizia, che non vedrà una seconda vita, che devono essere smaltite.

Un’altra soluzione per smaltire i rifiuti sono gli inceneritori detti termovalorizzatori (purtroppo pochi  in Italia) che bruciando i rifiuti generando così calore che viene riutilizzato per scopi di riscaldamento. Questo permette ai rifiuti stessi di “continuare” il loro ciclo di vita ed essere utili per i cittadini, ma lo spreco di energia e i costi sono notevoli.

l sistema migliore per lo smaltimento è senza dubbio il riciclaggio grazie al quale si dona una seconda vita ai rifiuti evitando così altri costi e sprechi di energia. Dal punto di vista ecologico questo processo di trasformazione dei rifiuti in materiali riutilizzabili, costituisce l’alternativa più vantaggiosa. Gli altri metodi visti in precedenza hanno un impatto ambientale non trascurabile che li rendono scelte da evitare, anche se purtroppo non sempre è fattibile.

Il riciclaggio infatti, a differenza degli inceneritori e delle discariche, presenta molti vantaggi:

  • la riduzione delle emissioni atmosferiche di sostanze, come l’anidride carbonica, responsabili dell’effetto serra;
  • la riduzione dei consumi di energia;
  • la riduzione dell’estrazione di risorse non rinnovabili, come i metalli e carbone, petrolio o metano;
  • la riduzione dello sfruttamento di risorse rinnovabili.

Il riciclaggio ha però bisogno di sapere come fare correttamente la raccolta differenziata: step indispensabile per questo tipo di smaltimento. Fortunatamentenegli ultimi anni, sia per le leggi regionali in vigore sia per una diffusa coscienza ecologica di rispetto per l’ambiente, i cittadini raccolgono e conferiscono i rifiuti con criterio, suddividendoli secondo la loro natura (carta, vetro, lattine, ecc.) rendendo possibile il loro riciclaggio

Conclusioni
 

Lo smaltimento dei rifiuti costituisce quindi la fase residuale della gestione dei rifiuti e deve essere effettuato in condizioni di sicurezza per l’ambiente e la salute umana. I rifiuti da avviare allo smaltimento finale devono essere il più possibile ridotti potenziando la prevenzione e le attività di riutilizzo, di riciclaggio e di recupero. Lo smaltimento dei rifiuti deve essere attuato con il ricorso ad una rete integrata ed adeguata di impianti di smaltimento, che tengano conto delle tecnologie più perfezionate disponibili a costi non eccessivi (BAT).

La tua azienda, o l’Ente di cui fai parte, ha bisogno di un partner affidabile e competente per il trasporto dei rifiuti urbani e speciali?
Noi di Ecology siamo la scelta vincente: scopri i nostri servizi!


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