Riscaldamento Globale: la plastica una delle principali cause

19 Giu 2020

Riscaldamento Globale: la plastica una delle principali cause

Brutte notizie quelle che ci arrivano dalle isole Hawaii; tre ricercatori di nome Sarah-Jeanne Royer, Sara Ferrón e Samuel T. Wilson hanno condotto importanti ricerche sulla degradazione nell’ambiente delle plastiche più usate (policarbonati, acrilici, polipropilene, polietilene). I risultati emersi e pubblicati sulla rivista scientifica PlosOne sono molto allarmanti: la degradazione delle plastiche è una delle cause del riscaldamento globale.

L’esperimento prevedeva di osservare per un periodo di sette mesi gli effetti che le degradazioni delle plastiche avessero sull’ambiente. Oltre al rilascio di additivi nell’ambiente – cosa oramai già nota- si è scoperto che le plastiche, soprattutto il polietilene, sprigionano due gas ad effetto serra decisamente pericolosi: l’etilene e il metano.

È proprio il metano tra i due il più nocivo per il nostro pianeta. Questo gas infatti a paragone con la CO2 resiste decisamente meno nell’atmosfera, ma produce un riscaldamento 25 volte superiore!

Le brutte notizie non finiscono qui purtroppo, infatti al contrario di quello che si può pensare, le plastiche non subiscono un processo di degrado esclusivamente in ambiente acquatico, ma anche in ambiente asciutto mediante l’esposizione al sole, qui addirittura la produzione di gas etilene è 76 volte maggiore alla precedente!

Insomma una situazione decisamente preoccupante a cui bisogna porre un attenzione maggiore e immediata prima che sia tardi.
 

Alcuni dati sulle materie plastiche nel mondo
 

I dati inerenti alla plastica nel mondo sono poco incoraggianti, infatti il polietilene è il polimero sintetico che viene utilizzato maggiormente: i suoi usi comuni spaziano tra imballaggi, contenitori, tappi, tubi, giocattoli e una moltitudine di prodotti a largo consumo. Questo polimero è talmente tanto utilizzato che va coprire il 36% della plastica prodotta sul pianeta e quindi risulta essere il più disperso nell’ambiente!

Ad aggravare di più il quadro generale, c’è da prendere in considerazione che solamente il 15% della plastica prodotta al mondo viene riciclata, e che ogni anno vengono gettatiin mare circa 12 milioni di tonnellate di materiali plastici!

Il fenomeno delle microplastiche e il riscaldamento globale.


Questi materiali plastici, degradandosi in acqua rilasciano microplastiche che ad occhio nudo spesso non si percepiscono neanche ma che vengono non solo disperse in tutti i mari e i corsi d’acqua ma vengono anche ingerite dagli animali che vivono in questi ambienti e che spesso, come i pesci, finiscono anche sulle nostre tavole.

Le microplastiche derivano quindi della degradazione della plastica in unità plastiche  infinitamente più piccole; questo non è un fatto da sottovalutare in quanto tale framentazione duplica il materiale soggetto alla degradazione e allo sprigionamento nell’atmosfera dei due gas pericolosi: l’ etilene e il metano. 
 

Come risolvere il problema del riscaldamento globale causato dalla plastica?


La soluzione sembrerebbe una sola dunque: fermare la produzione di plastica, specialmente quella usa e getta!

I governi del mondo devono intraprendere una strada verso un’unica direzione comune, cercando di cooperare attivamente ed insieme per risolvere il problema o quantomeno ridurlo drasticamente, in modo che le generazioni future non ereditino un mondo distrutto e irrecuperabile.

Nel piccolo, ognuno di noi può fare molto e cioè effettuare una raccolta differenziata corretta e non disperdere nell’ambiente oggetti di plastica. Ogni giorno possiamo davvero fare la differenza anche con piccoli gesti.


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